New York, settembre 2026. Sul palco della FAO viene pronunciato il nome di un piccolo borgo del Cilento, e la sala applaude. Pollica è appena entrata nella lista degli “Eroi del Cibo”, il riconoscimento internazionale che l’organizzazione delle Nazioni Unite assegna alle comunità capaci di custodire e trasmettere modelli alimentari sani e sostenibili.
La FAO premia Pollica, culla della dieta mediterranea, per un motivo preciso: non un singolo prodotto o un piatto tipico, ma la comunità intera che da decenni protegge uno stile alimentare diventato patrimonio dell’umanità. Il titolo di Food Hero riconosce il lavoro collettivo di amministratori, produttori, ristoratori e famiglie che a Pollica hanno fatto della dieta mediterranea un modo di vivere quotidiano, non solo un’etichetta da esportazione.
La FAO premia Pollica: il riconoscimento di “Eroe del Cibo”
L’annuncio è arrivato durante un evento dedicato alla cooperazione internazionale sui sistemi alimentari, organizzato nella sede newyorkese della FAO. Pollica è stata inserita tra le comunità che nel mondo dimostrano come tradizioni alimentari radicate possano diventare strumenti concreti di salute pubblica e sostenibilità ambientale.
Il premio non celebra un evento isolato, ma un percorso: quello di un territorio che ha saputo trasformare la propria identità gastronomica in un modello replicabile. La giuria FAO ha sottolineato come la comunità cilentana abbia mantenuto viva, negli anni, una filiera corta e un rapporto diretto tra produzione agricola e alimentazione quotidiana, elementi oggi al centro delle politiche globali contro la crisi climatica e le malattie legate a un’alimentazione scorretta.
Perché Pollica? Il ruolo della comunità nella dieta mediterranea
Quello che distingue Pollica da altri territori con vocazione agroalimentare è la dimensione collettiva del riconoscimento. La FAO non ha premiato un’azienda o un singolo prodotto tipico, ma l’intera comunità: scuole che insegnano ai bambini a coltivare l’orto, ristoratori che difendono le ricette locali, agricoltori che continuano a produrre secondo metodi tradizionali.
Questo approccio corale è esattamente ciò che la FAO cerca quando assegna il titolo di Eroe del Cibo. Non basta un prodotto d’eccellenza: serve un ecosistema sociale che tenga insieme cultura, economia locale e salute pubblica. Pollica ha costruito negli anni un modello dove ogni componente della comunità partecipa alla trasmissione di sapere alimentare, dalle famiglie ai comuni limitrofi.
Il titolo non premia ricette o prodotti singoli, ma comunità che dimostrano un impatto misurabile su salute, ambiente e trasmissione culturale. Pollica è stata scelta per la continuità storica del suo modello alimentare, ancora oggi praticato e non solo raccontato.
Pollica, culla storica della dieta mediterranea patrimonio UNESCO

Il legame tra Pollica e la dieta mediterranea non nasce oggi. Fu qui, nella frazione di Pioppi, che negli anni Cinquanta il fisiologo americano Ancel Keys studiò le abitudini alimentari delle popolazioni locali, osservando tassi di malattie cardiovascolari molto più bassi rispetto ad altre aree del mondo occidentale. Quelle ricerche gettarono le basi scientifiche di ciò che oggi conosciamo come dieta mediterranea.
Dal 2010 la dieta mediterranea è patrimonio UNESCO (un modello alimentare che, come raccontato nell’approfondimento su perché la dieta mediterranea resta la migliore per la salute, l’Italia ha in parte abbandonato), e Pollica ne è considerata la sede simbolica grazie a un museo dedicato e a un lavoro costante di divulgazione portato avanti dal comune e dalla Fondazione Angelo Vassallo. Il riconoscimento FAO arriva quindi come naturale prosecuzione di un percorso già consolidato, che lega il Cilento non solo alla gastronomia ma anche alla ricerca scientifica sull’alimentazione sana.
Il significato del premio per il futuro dell’alimentazione sostenibile
Coldiretti ha commentato il riconoscimento sottolineando come Pollica, con il titolo di Eroe del Cibo FAO, rappresenti un argine culturale contro la diffusione degli alimenti ultraformulati, sempre più presenti nelle diete occidentali e associati a un aumento delle patologie croniche. Secondo l’organizzazione agricola, la dieta mediterranea resta uno degli strumenti più efficaci per difendere la salute pubblica, proprio perché fondata su prodotti freschi, stagionali e a filiera corta.
Il premio assegnato a New York non è quindi solo un tributo simbolico. Rientra in una strategia più ampia della FAO per individuare modelli territoriali da studiare e diffondere, in un momento in cui la cooperazione internazionale sui sistemi alimentari cerca risposte concrete alla crisi nutrizionale globale. Pollica diventa così un caso di studio: piccola comunità, grande impatto culturale, e un patrimonio che continua a generare valore scientifico e sociale ben oltre i confini del Cilento.





