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Manetta: abbandonato e denutrito, oggi è la mascotte della Polizia di Viareggio

Claire Roux
Claire Roux
Settembre 26, 2026 4 min
Cane magro seduto tra persone in divisa blu

Un cane pelle e ossa, abbandonato lungo una strada di Viareggio. Nessun guinzaglio, nessun microchip attivo con un nome utile, nessuno che lo cercasse. Oggi quello stesso animale gira per i corridoi del commissariato con la coda alzata, ed è diventato il simbolo di chi lavora lì dentro.

Si chiama Manetta, e il nome non è casuale: richiama subito le manette della polizia, ma nel suo caso indica anche il carattere vivace e un po’ scavezzacollo che lo ha reso subito parte della squadra. Un gioco di parole perfetto per un cane randagio adottato proprio dagli agenti che lo hanno salvato.

Manetta, la mascotte della Polizia di Viareggio: un nome perfetto

Il nome è arrivato quasi da solo, secondo chi lo ha conosciuto nei primi giorni al commissariato. Manetta richiama l’oggetto simbolo del lavoro di polizia, ma descrive anche il temperamento del cane: curioso, sempre in movimento, attaccato a chi gli sta vicino. Un maltesino di piccola taglia, ma con una personalità che occupa tutta la stanza, proprio come racconta la storia di Pumpkin, la bassotta dalle orecchie giganti che ricorda Dobby.

Gli agenti che lo hanno preso in carico raccontano che il nome è nato quasi spontaneamente durante le prime settimane, quando il cucciolo seguiva il personale ovunque, infilandosi tra le scrivanie e gli uffici. Da lì, Manetta è rimasto.

La scoperta: un cane abbandonato e denutrito

Tutto è iniziato quando alcuni agenti di Viareggio hanno trovato il piccolo maltesino in condizioni critiche: denutrito, spaventato, senza alcun segno di cura recente. L’animale era stato abbandonato, probabilmente da tempo, e si trovava in uno stato che ha subito preoccupato chi lo ha soccorso.

Il cane randagio è stato portato immediatamente da un veterinario per le prime cure. Le condizioni fisiche richiedevano un intervento rapido: reidratazione, alimentazione controllata e monitoraggio costante nei giorni successivi. Le cure veterinarie hanno permesso a Manetta di riprendere peso e forza in poche settimane, un percorso che il personale del commissariato ha seguito passo dopo passo.

Perché si controlla sempre il microchip

Ogni cane trovato viene scansionato per il microchip: è il primo passo per rintracciare un proprietario ed evitare che un animale smarrito venga considerato abbandonato per errore. Nel caso di Manetta, il controllo non ha dato alcun risultato utile.

Nessuno lo reclamava: l’adozione del commissariato

Cane bianco seduto in ufficio polizia

Dopo la scansione del microchip, senza esito, è iniziata la ricerca del proprietario attraverso i canali abituali: verifiche con le associazioni locali, controlli sui cani segnalati come scomparsi in zona, un periodo di attesa previsto in questi casi. Nessuno si è mai presentato a reclamare il maltesino.

Passato il periodo di attesa senza risposte, il personale del commissariato ha deciso di procedere con l’adozione. Non una decisione improvvisa: gli agenti si erano già affezionati al cane durante le settimane di cura, e l’idea di lasciarlo andare in un canile sembrava non avere senso, visto il legame che si era già creato.

La nuova vita di Manetta al commissariato

Oggi Manetta è una presenza fissa e vivace tra gli uffici della polizia di Viareggio. Gira tra le scrivanie, accoglie chi entra, si accoccola vicino agli agenti durante le pause. Per il personale del commissariato è diventato un punto di riferimento quotidiano, oltre che un simbolo capace di raccontare, con la sua storia, il lavoro fatto ogni giorno per gli animali abbandonati sul territorio.

La sua presenza ha anche un effetto pratico: chi entra in commissariato per una denuncia o una segnalazione spesso si trova davanti prima Manetta che un agente, e questo aiuta a stemperare la tensione di certe visite. Un cane randagio diventato mascotte non cambia le procedure di lavoro, ma cambia l’atmosfera di un luogo che di solito non è associato a momenti leggeri.

La storia di Manetta ha iniziato a circolare anche fuori da Viareggio, tra chi segue le vicende di adozione legate alle forze dell’ordine. Casi simili non sono rarissimi in Italia, ma pochi arrivano con un nome così azzeccato e un percorso, dall’abbandono alla cura fino all’adozione, raccontato con questa attenzione ai dettagli da parte di chi ha vissuto tutto in prima persona.

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Claire Roux
Écrit par

Claire Roux

Cuoca di pratica e buon senso
Vive la cucina come pratica del quotidiano e rifiuta le mode effimere. Racconta ricette costruite su principi solidi, ingredienti scelti con consapevolezza, e l'idea di una casa che invecchia bene. Sperimenta metodi tradizionali, ascolta i tempi lunghi, crede nel buon senso prima di tutto.
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