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Terra Madre 2026: la biodiversità può salvarci, secondo Mattarella

Claire Roux
Claire Roux
Settembre 27, 2026 4 min
Mani coltivano giovani piante verdi nel terreno scuro

Torino si è svegliata con un messaggio che pesa più di mille slogan ambientalisti: senza biodiversità, l’umanità rischia di autodistruggersi. Non è una frase a effetto lanciata a caso. L’ha pronunciato il Presidente della Repubblica in persona, in un discorso sull’autodistruzione senza biodiversità, aprendo l’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto a Torino.

Il concetto è semplice e insieme radicale. La perdita di specie animali e vegetali, l’impoverimento dei suoli, la standardizzazione della filiera alimentare non sono problemi lontani da noi: sono la causa diretta di crisi climatiche, carestie e instabilità che già oggi tocchiamo con mano. Mattarella lo ha detto senza giri di parole durante l’inaugurazione: la cura della biodiversità non è un lusso ecologista, è una condizione di sopravvivenza.

Perché la biodiversità può salvarci secondo Terra Madre 2026

Il ragionamento alla base dell’edizione 2026 parte da un dato che gli agronomi ripetono da anni: negli ultimi cento anni abbiamo perso circa il 75% della diversità genetica delle colture agricole nel mondo. Meno varietà significa meno resistenza a malattie, siccità, parassiti. Significa filiere fragili, dipendenti da poche sementi e da poche multinazionali.

Terra Madre Salone del Gusto ribalta questa logica. Riportare al centro le varietà locali, le razze animali autoctone, le tecniche di agricoltura sostenibile tramandate da generazioni, diventa una strategia concreta di resilienza. Non un ritorno nostalgico al passato, ma una scelta razionale per affrontare il cambiamento climatico con strumenti che la natura ha già collaudato.

Terra Madre Salone del Gusto 2026: l’evento a Torino

Per cinque giorni Torino diventa il punto di incontro mondiale tra contadini, pescatori, allevatori, cuochi e ricercatori. La manifestazione, organizzata da Slow Food insieme a Regione Piemonte e Città di Torino, porta al Lingotto migliaia di delegati provenienti da oltre 150 Paesi, e per orientarsi tra i tanti appuntamenti è utile sapere come muoversi tra gli eventi a Torino.

Il titolo scelto per questa edizione, Biodiversity Be Diversity, non è un gioco di parole casuale. Vuole dire che la diversità biologica e quella culturale camminano insieme: proteggere una specie a rischio significa spesso proteggere una comunità, una lingua, un sapere gastronomico che rischia di scomparire con essa.

Il discorso di Mattarella: “Senza biodiversità l’uomo può distruggersi”

Persona tribuna illustra protezione natura generazioni future

Nel suo intervento all’inaugurazione, il Capo dello Stato ha collegato in modo esplicito tutela ambientale e responsabilità intergenerazionale. Ha ricordato che le scelte fatte oggi sulla gestione delle risorse naturali determineranno le condizioni di vita di chi verrà dopo di noi, e che intervenire subito non è più rinviabile.

Mattarella ha citato la sicurezza alimentare come banco di prova concreto: un pianeta che perde specie a rischio a ritmi accelerati non potrà garantire cibo sufficiente e sano alle prossime generazioni. Ha inoltre riconosciuto il lavoro portato avanti da Slow Food, nato da un’idea condivisa proprio nel ristorante di Viareggio dove nacque Slow Food, e dal suo fondatore Carlo Petrini, definendo la rete di Terra Madre un esempio virtuoso di come la sostenibilità possa tradursi in azioni misurabili sul territorio.

La frase che riassume tutto

“Senza la cura della biodiversità l’uomo può arrivare a distruggersi”: così Mattarella ha sintetizzato il senso profondo dell’edizione 2026, spostando il tema dalla nicchia ambientalista al cuore della sicurezza collettiva.

I Presidi Slow Food e i prodotti da salvare

Dietro le parole ci sono numeri e progetti concreti. I Presidi Slow Food riuniscono oggi centinaia di produttori impegnati a salvare varietà vegetali antiche, razze animali autoctone e tecniche artigianali di trasformazione che il mercato globale tenderebbe a cancellare. A Torino molti di questi produttori espongono direttamente i loro prodotti da salvare, raccontando la storia che c’è dietro ogni formaggio, ogni legume, ogni salume tradizionale.

Tra le presenze più significative di questa edizione figurano varietà di mais e legumi a rischio erosione genetica, razze bovine e ovine allevate secondo metodi tradizionali, e piccole filiere ittiche che praticano una pesca rispettosa degli stock marini. Ogni Presidio racconta la stessa storia sotto forma diversa: un patrimonio gastronomico che sopravvive solo se qualcuno continua a produrlo, comprarlo, cucinarlo.

Ambito Cosa protegge
Sementi e varietà orticole antiche Resistenza genetica delle colture
Razze animali autoctone Adattamento al territorio, minor uso di mangimi
Pesca artigianale Stock ittici e piccole comunità costiere
Trasformazione tradizionale Saperi artigianali e patrimonio gastronomico locale

Quello che emerge da Torino è un modello che tiene insieme agricoltura sostenibile, economia locale e tutela ambientale senza contrapporli. Non si tratta di scegliere tra produttività e biodiversità, ma di dimostrare che le due cose, se gestite bene, si rafforzano a vicenda. È questo, in fondo, il messaggio che Terra Madre Salone del Gusto porta ogni edizione fuori dai padiglioni del Lingotto e dentro le scelte quotidiane di chi fa la spesa.

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Claire Roux
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Claire Roux

Cuoca di pratica e buon senso
Vive la cucina come pratica del quotidiano e rifiuta le mode effimere. Racconta ricette costruite su principi solidi, ingredienti scelti con consapevolezza, e l'idea di una casa che invecchia bene. Sperimenta metodi tradizionali, ascolta i tempi lunghi, crede nel buon senso prima di tutto.
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