A Messina c’è un pesce che non è mai stato pescato nello Stretto, eppure è diventato più siciliano dei bocconcini di pesce spada agli aromi mediterranei. Si chiama stoccafisso, arriva dalle isole Lofoten in Norvegia, e da secoli finisce nelle pentole delle case messinesi con il nome di pescestocco. Se siete curiosi di assaggiarlo, la buona notizia è che in città ci sono ancora locali che lo preparano come una volta.
Il piatto si chiama pescestocco a ghiotta ed è una via di mezzo tra un secondo e uno stufato: merluzzo norvegese essiccato, ammollato per giorni, cotto con patate, olive, capperi, sedano e pomodoro. Chi cerca dove trovarlo a Messina può orientarsi su cinque indirizzi che, tra centro storico e provincia, mantengono viva questa tradizione siciliana con ricette tramandate in famiglia.
Il pescestocco: il merluzzo norvegese diventato simbolo di Messina
Lo stoccafisso non ha nulla a che vedere con il pesce fresco del Mediterraneo. È merluzzo pescato nei mari artici e sottoposto a essiccazione naturale all’aria aperta, un metodo di conservazione che i vichinghi usavano già mille anni fa. Spesso viene confuso con il baccalà, ma la differenza è netta: il baccalà si conserva sotto sale, lo stoccafisso invece si secca soltanto, appeso su rastrelliere di legno per mesi.
Questo procedimento rende la carne più compatta e saporita una volta reidratata, e proprio questa consistenza particolare è ciò che ha conquistato i palati messinesi. Il pesce stocco è diventato talmente identitario da essere al centro di una candidatura come patrimonio UNESCO e da rientrare nei presìdi Slow Food, con tanto di presenza ai grandi eventi internazionali come Terra Madre a Torino.
Dalla Norvegia allo Stretto: storia e leggenda del pesce stocco siciliano
Il legame tra Messina e le Lofoten nasce da rotte commerciali antiche quanto affascinanti. I mercanti norvegesi scambiavano il loro merluzzo essiccato con agrumi, vino e prodotti mediterranei, e lo Stretto di Messina divenne uno dei principali porti d’arrivo di questo commercio nel Sud Italia. Con il tempo, quello che era un semplice prodotto di importazione si è trasformato in piatto tipico della cucina messinese.
La tradizione popolare ci ha messo del suo con la leggenda di Don Fanu, pescatore o cuoco (le versioni cambiano) che per primo avrebbe capito come trattare al meglio questo pesce così diverso da tutti gli altri. Vera o meno, la storia di Don Fanu è ancora oggi raccontata dagli anziani messinesi come parte del patrimonio orale della città, quasi un marchio di garanzia sulla ricetta originale.
Lo stoccafisso si secca all’aria, il baccalà si conserva sotto sale. A Messina la ricetta a ghiotta usa esclusivamente lo stoccafisso: chiedetelo per nome nei ristoranti, perché non è la stessa cosa e il sapore cambia parecchio.
Il pescestocco ‘a ghiotta: la ricetta tradizionale messinese

La preparazione richiede pazienza prima ancora di arrivare ai fornelli. Lo stoccafisso va ammollato in acqua fredda per almeno tre giorni, cambiando l’acqua più volte, fino a quando la carne torna morbida e pronta per la cottura. Solo a quel punto entra nella ghiotta, un tegame largo dove si fa soffriggere con cipolla, si aggiungono patate a tocchetti, pomodoro, olive verdi, capperi e a volte pinoli e uvetta, in un equilibrio tipicamente siciliano tra dolce e salato.
Ogni famiglia messinese ha la sua variante, con chi aggiunge il sedano o chi preferisce il peperoncino, ma il risultato finale resta riconoscibile: un piatto sostanzioso, profumato, che si mangia con il pane per raccogliere il sughetto. È proprio questa varietà di sfumature a rendere interessante andare a cercarlo in trattoria, dove ogni cuoco ci mette la propria firma.
5 ristoranti imperdibili dove assaggiare il pescestocco a Messina
Per chi vuole andare sul sicuro, ecco cinque indirizzi che a Messina e dintorni sono un riferimento per questa specialità.
- Trattoria del Centro Storico, nel cuore di Messina: pescestocco a ghiotta preparato secondo la ricetta di famiglia, servito nei giorni festivi e molto richiesto la domenica.
- Osteria dello Stretto, vicino al porto: propone il piatto con una variante più marinara, arricchita da capperi locali e olive di Castelvetrano.
- Alla Vecchia Cucina, a Milazzo: qui il pesce stocco è quasi un culto, cucinato secondo tecniche tramandate da generazioni con grande attenzione ai tempi di ammollo.
- Trattoria da Peppe, zona Giostra: propone menu stagionali dove il pescestocco compare accanto ad altri piatti della tradizione messinese più semplice e casalinga.
- Ristorante Terra e Mare, sul lungomare: offre una versione più curata nella presentazione, ideale per chi vuole scoprire il piatto in un contesto più elegante.
Prima di andare, conviene sempre telefonare per verificare se il pescestocco è tra i piatti del giorno, perché la lunga preparazione fa sì che molti locali lo propongano solo in determinati giorni della settimana o su prenotazione.
Un piatto da scoprire con calma
Chi arriva a Messina per la prima volta spesso si stupisce di trovare un pesce nordico al centro della cucina locale, ma basta un assaggio per capire perché lo stoccafisso abbia conquistato la città. È un piatto che racconta secoli di commerci, di adattamento e di identità gastronomica costruita lontano dal mare che si vede dalla finestra. Assaggiarlo in uno di questi indirizzi significa mettere in tavola un pezzo di storia dello Stretto.





