La metti nel piatto, la condisci con un filo d’olio e finisce lì. Eppure la valeriana, o songino, ha molto più da offrire della solita insalata cruda, proprio come dimostrano le cotolette di verdure croccanti senza frittura, un’altra idea per reinventare le verdure in cucina. Cotta in padella, trasformata in pesto o frullata in un bicchiere, cambia carattere e sorprende anche chi la considera una verdura noiosa.
I 3 modi insoliti di usare la valeriana in cucina
Ecco subito le tre idee, con quantità e passaggi chiari. Nessuna richiede attrezzatura speciale e tutte si preparano in meno di dieci minuti.
1. Valeriana saltata o cotta al vapore
Pochi pensano di cuocere il songino, perché le foglie sono delicate. Proprio per questo basta pochissimo calore: la valerianella cade in un minuto e perde la sua nota leggermente amarognola, diventando dolce e morbida, simile a uno spinacino novello.
Scalda in una padella due cucchiai di olio extravergine con uno spicchio d’aglio in camicia. Quando profuma, togli l’aglio e aggiungi 200 g di valeriana ben asciutta. Mescola per 60-90 secondi a fuoco vivace, aggiusta di sale e spegni. Se preferisci il vapore, bastano 60 secondi in un cestello, poi condisci con limone e olio a crudo.
Il risultato funziona come contorno per pesce al forno, uova in camicia o filetti di pollo. Puoi anche stenderla calda su una bruschetta con ricotta, oppure aggiungerla a una zuppa di legumi o a una crema di patate negli ultimi trenta secondi.
2. Pesto cremoso di valeriana
Il pesto di valeriana è meno invadente di quello al basilico. Ha un gusto delicato, quasi lattiginoso, e un bel verde brillante. Si presta a condire la pasta, proprio come questa ricetta di pasta al pesto di noci e miele, ma anche a farcire panini e tartine.
Ti servono pochi ingredienti:
- 100 g di valeriana lavata e asciugata
- 30 g di noci (o pinoli, o mandorle)
- 30 g di parmigiano grattugiato
- mezzo spicchio d’aglio
- 60 ml di olio extravergine
- succo di mezzo limone e un pizzico di sale
Frulla prima noci, aglio e parmigiano, poi aggiungi la valeriana a piccoli gruppi con l’olio a filo. Il limone va in fondo, altrimenti il colore scurisce. Per renderlo ancora più cremoso, unisci un cucchiaio di ricotta o mezzo avocado maturo. Mescolalo alla pasta con due cucchiai d’acqua di cottura, senza scaldarlo in padella.
3. Smoothie verde detox
Nei frullati si usa spesso lo spinacio, ma il songino lo batte in dolcezza: non lascia quel retrogusto erbaceo che molti non sopportano. È un buon modo per far entrare più verdura nella giornata senza accorgersene.
Frulla una grossa manciata di valeriana cruda (circa 50 g), una mela verde, mezza banana, mezzo avocado, il succo di mezzo limone e 200 ml di acqua fredda o latte vegetale. Aggiungi qualche cubetto di ghiaccio e frulla per un minuto. Se vuoi più consistenza, completa con un cucchiaio di semi di chia o di lino.
Valeriana officinalis e songino: due piante diverse
Quella che si compra in busta per l’insalata è la Valerianella locusta. La Valeriana officinalis è invece una pianta medicinale, usata in erboristeria per le radici dall’effetto calmante. Non vanno confuse né scambiate in cucina.
Cos’è la valeriana (valerianella o songino)
In molte regioni italiane la valerianella si chiama songino, altrove dolcetta o gallinella. È un’insalata invernale e primaverile dalle foglie piccole, tondeggianti e vellutate, con un sapore che ricorda la nocciola. Cresce spontanea nei prati, ma quasi tutta quella che arriva in tavola è coltivata.
La sua forza sta nella delicatezza. Non ha bisogno di condimenti complessi, ma proprio perché è così neutra e leggera si adatta bene anche a preparazioni cotte o frullate, come hai visto sopra.
Proprietà nutrizionali e benefici

Dal punto di vista nutrizionale il songino è una verdura molto leggera, con poche calorie e un buon contenuto d’acqua. Offre vitamina C, vitamina A (sotto forma di beta-carotene) e vitamine del gruppo B. Tra i minerali spiccano il ferro, il potassio e il fosforo, mentre l’acido folico è presente in quantità interessanti.
Contiene inoltre fibre, antiossidanti come i carotenoidi e piccole quantità di acidi grassi omega-3 di origine vegetale. Non è una fonte principale, ma contribuisce all’apporto giornaliero, soprattutto se abbinata a noci o semi. Quando si parla di insalata detox o depurativa, conviene ricordare che nessun alimento da solo disintossica: è l’equilibrio complessivo dell’alimentazione, come quello della dieta mediterranea e i suoi benefici per la salute, a fare davvero la differenza, mentre la valeriana aiuta perché è leggera, ricca di acqua e facile da inserire spesso nei pasti.
Il ferro delle verdure è meno assorbibile di quello della carne. Un trucco semplice è aggiungere limone o un altro alimento ricco di vitamina C, che ne migliora l’assorbimento. Succede già in modo naturale nello smoothie e nel pesto della ricetta.
Abbinamenti e conservazione
La valerianella dà il meglio con ingredienti dal gusto morbido o croccante. L’avocado ne esalta la cremosità, le noci portano consistenza, le mele e le pere aggiungono freschezza. Anche formaggi come la robiola, il gorgonzola dolce o il pecorino fresco funzionano bene. Per il condimento resta imbattibile un buon olio extravergine con qualche goccia di limone, o un filo di aceto di mele.
Per la conservazione, la regola è non lavarla subito. Tieni la busta in frigorifero nel cassetto delle verdure, oppure trasferisci le foglie in un contenitore con un foglio di carta assorbente, che toglie l’umidità. Così dura 2-3 giorni. Lava e asciuga le foglie solo poco prima di usarle, perché l’acqua le fa afflosciare e le fa annerire.
Il pesto si conserva 3-4 giorni in un vasetto chiuso, coperto da un velo d’olio. Se ne prepari in quantità, congelalo a cubetti nella vaschetta del ghiaccio e scongela solo quello che serve. La valeriana cotta va invece consumata in giornata, perché perde subito consistenza e colore.
Alla prossima busta di songino, prova uno di questi tre metodi. Ti basterà un minuto di padella o di frullatore per scoprire un ingrediente diverso da quello che pensavi di conoscere.



