Sembra una leggenda metropolitana, invece è tutto vero. L’inventore del tubo delle Pringles fu sepolto in una confezione del suo prodotto, esattamente come aveva chiesto ai familiari poco prima di morire. Non uno scherzo, non un’esagerazione da bar: un fatto documentato, raccontato dai suoi stessi figli ai giornali americani.
Il protagonista di questa storia si chiama Fredric Baur, chimico e designer che ha lavorato per anni allo sviluppo del celebre barattolo cilindrico. Quando morì, nel 2008, a 89 anni, la sua richiesta fu rispettata alla lettera: parte delle sue ceneri finirono davvero dentro un tubo Pringles, sepolto insieme a lui a Springfield, in Ohio.
Chi era Fredric Baur, l’inventore del tubo Pringles
Baur non ha inventato le patatine Pringles in sé, ma ha ideato qualcosa che si è rivelato altrettanto importante: la confezione. Negli anni Sessanta lavorava come chimico per Procter & Gamble e si trovò a risolvere un problema molto concreto, cioè come impilare le patatine senza che si rompessero durante il trasporto.
La sua soluzione fu il tubo di cartone rivestito, con le patatine a forma di sella impilate una sopra l’altra. Un’idea semplice sulla carta, ma tecnicamente complessa da realizzare, tanto che Baur ottenne un brevetto per quel design nel 1970. Era così orgoglioso di quel lavoro che, secondo quanto raccontato dalla famiglia, considerava il barattolo il suo vero e proprio lascito professionale.
La storia vera: sepolto in una confezione Pringles
Qui arriva il dettaglio che ha reso questo aneddoto famoso in tutto il mondo. Baur, prima di morire, chiese esplicitamente ai figli di essere sepolto, almeno in parte, dentro una confezione Pringles. Non una battuta detta in famiglia e poi dimenticata: una volontà precisa, ribadita più volte.
Le circostanze della morte e della sepoltura
Fredric Baur morì nel 2008 all’età di 89 anni. Quando la famiglia si recò all’impresa di pompe funebri, i figli ricordarono la richiesta del padre e decisero di rispettarla fino in fondo. Uno di loro fu mandato al supermercato per acquistare un barattolo di Pringles, scelto appositamente al gusto originale.
Le ceneri di Baur furono divise: una parte fu posta in un’urna tradizionale, un’altra parte finì proprio dentro quel tubo, che venne poi sepolto insieme al resto nella tomba di famiglia a Springfield, Ohio. Un dettaglio curioso riportato dai media dell’epoca è che i figli discussero persino su quale gusto usare, prima di optare per quello classico, il più legato all’immagine storica del prodotto.
La volontà espressa in vita
Non si trattò di un’iniziativa improvvisata dei familiari, ma della realizzazione di un desiderio che Baur aveva manifestato con chiarezza negli ultimi anni. Il chimico era consapevole del peso che quella semplice confezione aveva avuto nella sua carriera e voleva che restasse legata alla sua memoria anche dopo la morte.
Le ceneri furono divise in due contenitori diversi: solo una parte fu inserita nel tubo Pringles, il resto venne conservato in un’urna classica. Una scelta pratica della famiglia, che comunque rispettò la volontà principale di Baur.
Perché il tubo Pringles è un’invenzione iconica

Il design ideato da Baur ha risolto un problema che sembrava banale ma che in realtà aveva bloccato per anni l’industria delle patatine confezionate: come evitare che si sbriciolassero durante trasporto e stoccaggio. Il tubo rigido, con le patatine impilate in modo ordinato, permise a Procter & Gamble di distribuire il prodotto su scala molto più ampia rispetto ai sacchetti tradizionali.
Quella confezione è diventata negli anni un simbolo riconoscibile a livello mondiale, tanto quanto le patatine stesse. Il marchio Pringles ha costruito parte della sua identità proprio su quel barattolo, replicato con pochissime variazioni dagli anni Sessanta a oggi. È raro che un packaging sopravviva così a lungo senza cambiamenti sostanziali, ed è proprio questo che rende il lavoro di Baur un caso di studio nel settore del design industriale.
Un aneddoto che è diventato leggenda
La storia della sepoltura di Baur nel suo stesso tubo Pringles ha avuto un’eco enorme, molto oltre i confini dell’Ohio. Giornali, siti di curiosità e programmi televisivi hanno ripreso la vicenda negli anni, spesso presentandola come uno degli aneddoti aziendali più singolari mai raccontati.
Ciò che rende questa storia diversa da tante leggende metropolitane simili è la sua verificabilità: i figli di Baur hanno confermato pubblicamente i fatti in diverse interviste, fornendo dettagli precisi su data, luogo e modalità. Non resta quindi soltanto un aneddoto simpatico da raccontare a tavola, ma un episodio reale che racconta quanto un designer possa affezionarsi al proprio lavoro, al punto da volerlo portare con sé anche nell’ultimo viaggio.





